Altre volte mi sono soffermato sulla grande potenza del marketing e sull'uso, non troppo corretto, che ne fanno le multinazionali del settore food.
La cosa mi sta particolarmente a cuore perchè se, a priori, è certamente ingiusto promettere qualcosa che un prodotto non potrà mai manentere, per quanto riguarda il cibo ci va di mezzo la salute perciò vi racconto cos'è successo in Inghilterra e spero proprio che presto anche noi riusciremo a prendere seri provvedimenti a tal proposito.
Le pubblicità dei cosiddetti "better-for-you products", ovvero tutti quei prodotti reclamizzati come "naturali" o che "aumentano il benessere" verranno messi sotto controllo dall'autorità per la pubblicità inglese (Advertising Standards Authority) non solo sui loro contenuti nelle pubblicità in TV, ma anche sui contenuti online.
Queste sono le prime restrizioni a livello europeo in materia di pubblicità fatte online al fine di salvaguardare la salute pubblica.
Tra le prime vittime figurano già Kraft, Unilever e Procter&Gamble.
Inutile dire perchè colpire sempre le grandi aziende: sono loro che hanno in mano i mass-media e che spendono l'80% del totale invistito in pubblicità nell'unione europea e che riescono, se vogliono, a pilotare i gusti e le scelte di tanti consumatori.
Fonti: Marketing Week
E' finita la pacchia: bisogna indicare in etichetta che grasso metti!
Il 22 Novembre, per concludere, il parlamento europeo ha emanato nuovi regolamenti sulla etichettatura degli alimenti. Questo atto legislativo probabilmente è il risultato delle pressioni fatte dai consumatori che ora più che mai si stanno facendo agguerriti, consapevoli e perciò vogliono sapere com'è veramente fatto ciò che mangiano.
Le principali novità sono:
- data di scadenza nell'incarto interno ed esterno del prodotto;
- tabella nutrizionale composta da 7 elementi quali: (valore energetico, grassi, acidi grassi saturi, corboidrati, proteine, zucchero e sale);
- si potranno usare simboli che aiutino una scelta consapevole (semafori e cose simili);
- per gli insaccati deve essere espressamente indicato che l'involucro non è commesitibile;
- per gli olii e i grassi deve essere esplicitamente indicato la tipologia del grasso usato e, se vengono usati grassi di diverse tipologie, deve essere indicato nell'etichetta "a proporzione variabile"
Chi ha avuto così tanta pazienza da leggerci già da un po' di tempo sa quanto ci tenevo ad un regolamento che obbligasse finalmente la specifica del grasso utilizzato poiché, ad esempio, l'olio di oliva è un olio vegetale, ma è, di certo più salubre di un olio di palma (ampiamente utilizzato dall'industria alimentare) ugualmente indicato come "olio vegetale".
L'unico fattore negativo è che la legge entrerà in vigore solo dal Dicembre del 2014.
Per il resto ciò che mi rende davvero orgoglioso è che da tempo in quanto produttore specifico chiaramente il tipo di grasso utilizzato. Ovvero olio di oliva o burro. Talvolta chi fa qualità veramenente (e non siamo pochi, ve lo garantisco, bisogna solo cercare bene ;) ) anticipa i tempi perchè non ha niente da nascondere.
Fonti: Europarlamento 24
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