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venerdì 9 luglio 2010

Clean Label alias Etichetta Pulita

In tutte le fiere, riviste specialistiche, incontri vari del settore alimentare, clienti, fornitori ... ormai non si fa altro che parlare di Etichetta Pulita (Clean Label).
In estrema sintesi una VERA etichetta pulita non comprende, nella lista ingredienti, quelli considerati potenzialmente dannosi, vale a dire gli additivi alimentari in genere (conservanti, coloranti, ecc...).
La prima volta che ne ho sentito parlare mi sono veramente gasato, perché ho pensato che finalmente era giunta l'ora di fare una distinzione fra tutti quei produttori che usano solo ingredienti veri e semplici e quelli che invece, per risparmiare sui costi, utilizzano additivi alimentari di ogni genere.
Invece indovinate che cosa è successo e cosa sta ancora succedendo?
L'industria degli additivi utilizza ogni sua risorsa per ottenere degli additivi non dichiarabili in etichetta! Quindi la furbata dov'è, ti dò comunque un prodotto alterato da additivi ma li posso non dichiarare perché dopo cotti, ad esempio, non sono più rintracciabili.
Allora sono stato assalito da un vero e proprio attacco di depressione, credetemi! Perché ho pensato, come si fa allora a garantire al consumatore che la lista ingredienti comprende tutto ciò che è contenuto nel prodotto? E come si fa a distinguere fra chi veramente non usa additivi e quelli che li utilizzano ma per magia della chimica possono non dichiararli?
Come vedete non sono riuscito a darmi delle risposte ma a farmi solo delle domande.
Credo che gli additivi possono veramente causare o facilitare lo sviluppo di intolleranze e allergie alimentari e quindi sono convinto che se usati, debbano essere dichiarati. Credo inoltre che il consumatore debba sapere cosa sta mangiando e poter scegliere veramente ciò che mangiare e ciò che vuole evitare.
Questa situazione delle "false" etichette pulita forse spiega perché tante persone non riescono ad individuare cosa gli provoca fastidio quando consumano un alimento.
Allora l'unica cosa che vi posso suggerire (e che mi suggerisco da solo!!!) è, ascoltate il vostro corpo e se lui vi dice che qualcosa non va non consumate più quello specifico prodotto anche se dall'etichetta sembrerebbe un prodotto genuino, ma magari in effetti non lo è!

3 commenti:

  1. e si è proprio cosi si chiama operazione etichetta pulita si sotituisce tre ingredienti con uno solo che in genere è il peggio dei tre messi insieme, credimi è difficile anche per me a volte capire ma è cosi......

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  2. Il problema è proprio questo: l'elusione totale del ruolo che, in teoria avrebbe l'etichetta: informazione trasparente al consumatore. Non è chiaramente una cosa corretta

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  3. Grazie per i commenti!
    In realtà creano degli additivi che si possono non dichiarare al 100% in quanto anche se si analizzano i prodotti non li si riesce a rintracciare assolutamente... magari ne dichiarassero almeno uno di quelli che utilizzano, già sarebbe un indizio per capire qualcosa in più!! Per noi del settore è veramente una situazione imbarazzante ed il consumatore, che è sempre (per fortuna) più attento e preparato ci riempie di domande perché tanto prima o poi le cose si vengono a sapere.
    Noi siamo di quelli che pensano ancora che l'onestà sia un investimento di lungo periodo e quindi insistiamo cocciuti sulla nostra strada! ;-)

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