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martedì 15 giugno 2010

Educazione alimentare: questa sconosciuta.


Mi trovo a fronteggiare, davanti allo schermo del mio pc, l'ultima ricerca di Datamonitor che dice che un bambino europeo su 3 è obeso. La fascia d'età osservata è dai 5 ai 13 anni e la cosa che mi allarma di più è che a queste notizie stiamo facendo quasi l'abitudine senza renderci effettivamente conto di quanto può essere grave che un bambino di 12 anni, ad esempio, contragga un diabete di tipo 2 causato da alimentazione ipercalorica sapendo che questa patologia si riscontra tipicamente solo negli adulti.
Mi domando, ma dove vogliamo arrivare per capire che l'educazione alimentare debba necessariamente essere un bene che vada a tutti e non solo a pochi eletti o addetti nel settore?
Educazione alimentare obbligatoria per i genitori e nelle scuole.

5 commenti:

  1. Quest'argomento, purtroppo, viene molto sottovalutato e generalmente ignorato, in nome della naturalezza ed indispensabilità dell'atto del cibarsi per cui nessuno, o quasi, ritiene di dover imparare qualcosa a riguardo. Si tratta "solo" di mangiare, che ci sarà da imparare?
    Rimangono sempre i falsi miti che chi mangia "con appetito" sia sereno e felice, mentre chi non rende troppo omaggio al piatto non lo sia. Peggio ancora, permane l'idea che un bambino "in carne" sia necessariamente un bambino sano.
    Tutto questo è molto pericoloso, non lo si può nascondere. Aimè, la maggior parte delle persone si rifiutano di pensare che il proprio bambino in carne potrebbe entro qualche anno soffrire a causa di quella carne e trovarsi totalmente disorientato di fronte a questa strana entità chiamata "cibo", finendo con l'approcciarlo nella maniera sbagliata. Parlano chiaro i dati riguardanti i disturbi del comportamento alimentare, che evidenziano un allargamento delle fasce d'età interessate, arrivando ad un'età media di insorgenza del disturbo sempre più bassa everamente agghiacciante.
    Per non parlare, ovviamente, dell'aumento dello sviluppo di malattie organiche, come il sopra citato diabete di tipo 2.
    Indubbiamente non si può continuare su questa strada, ma chi deve insegnare se nessuno sa e chi sa non viene ascoltato?

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  2. Hai messo in luce un particolare interessante, senza dubbio. Ciò che mi preme dire è che questo atteggiamento che hai descritto, di "insufficienza" verso gli alimenti, è più che diffuso. Purtroppo però all'insorgere di vere e proprie patologie non si può più far finta di niente. E siccome queste patologie cominciano ad essere TROPPO diffuse, una potenza "superiore" dovrebbe comunque intervenire. Non pensi?
    Grazie per essere passata.

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  3. è un grande problema, perché i bambini rappresentano il nostro futuro e cosa ci attende?! un futuro di malati cronici?! certo è che le nostre istituzioni preposte a questo dovrebbero seriamente impegnarsi ad affrontare questo aspetto... non si previene solo con i controlli medici ma prima ancora con una sana e corretta alimentazione e come avete già sottolineato voi, pochi sanno e quei pochi sono ignorati.
    ciao a tutti... e buon lavoro Mauro
    Fede73

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  4. Qualcuno dovrebbe intervenire ed effettivamente qualcuno interviene e, paradossalmente, questo potrebbe essere il problema.
    La potenza più superiore di tutte in materia di salute (non c'è bisogno di specificare quale sia) ha, per esempio, messo a disposizione degli utenti del web un sito internet tramite il quale monitorare giornalmente la propria alimentazione ed averne una valutazione settimanale. Ottima iniziativa, peccato che, alla prova pratica, la valutazione di una settimana di alimentazione pianificata da un noto dietologo sia risultata pessima, peggio di quella di una settimana di dieta fai da te. Di chi fidarsi? Dell'istituzione preposta alla nostra salute o del medico?
    Questo è solo un esempio fra tanti, perchè purtroppo c'è una spaventosa confusione in materia e per ogni informazione che si riesce a reperire, anche da fonti autorevoli, c'è sempre un'informazione esattamente opposta proveniente da fonte altrettanto autorevole.
    Dunque: chi ascoltare?

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  5. Potrebbe essere una buonissima iniziativa, anche se pubblicizzata praticamente mai. Secondo poi, un regime alimentare sano non è un qualcosa di oggettivo, a mio parere, ma cambia in ordine a tantissimi fattori (lo stato di salute, problemi alla tiroide per esempio...). Magari un programma preimpostato non tiene conto della "soggettività" di una dieta bilanciata. Non so, la butto lì...o forse è davvero uno strumento totalmente inaffidabile!!

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